Poesia sul Pedrocchi
Composta mentre si beve il caffè.
Ecco alcuni tra i selezionati.
“Ora è il buio della sera.
Ma chiare sono qui le luci
E morbidi i divani rossi
La melodia è leggera nell’aria densa di un profumo
Che bacia soffice le labbra aride
- Un caffe!”Elisabetta (Padova)
"Al Pedrocchi prendo il caffè, o il thè,
o me.
Vivo nel mio splendido egoismo" Mario (Corato)
"Che caffè!
Prima fu il populismo, poi la rivoluzione;
un istante amaro, intenso, come i migliori ricordi
quelli che non si dimenticano, quelli che ti rendono liberi.
Oggi è una élite, sarà una rivoluzione" Svevo
assaporare il mondo" Giorgio B.
je me suis éprise de toi" Marie (Lion)
"Amaro se vale la pena
dolce come il solito
amaro se indimenticabile
dolce come l'amore " Francesca (Prato)
"Il Caffè Pedrocchi
salta subito agli occhi!
Servito con i dolci biscotti
è una prelibatezza coi fiocchi!" Giuliana F. (Mirano)
vi brillano gli occhi,
tra specchi e luci
siete i benvenuti;
un eccellente caffè
vi sarà servito
che vi farà toccare
il cielo con un dito;
e i gelati se non gli avete mai assaggiati
siete dei matti
gustatene uno
e come lui
non ci sarà nessuno" Giulia
ma un buon caffè
anche da soli fa piacere
luongo o ristretto
- nero per me
macchiato, schiumato,
in tazza grande,
caldo bollente...
tutti d'accordo
ma ognuno ha il suo.
Solo il caffè
- Pedrocchi docet -
rende libera la fantasia
lasciandoci sempre
un pò d'anarchia" FiFi L'amour (Torino)
Vago incantato dalla natura
Vago in cerca di materna accoglienza
Vago assaporando il gusto
e tutto questo svanisse mentre ripongo la tazzina
presto tornerò da Pedrocchi e....torneròa viaggiare" Alessandro M.
elegante tutt'attorno la gente
un sorso di caffè
caldo, dall'aroma avvolgente
che altro di meglio c'è?" Laura
e che ti accompagna durante la giornata
Un caffè, una pausa, un piacere, un incontro,
un dolce momento
Un istante di piacere, una tazza di caffè.
L'aroma del piacere: un caffè." Giada
IL GENIO DI ANTONIO PEDROCCHI
Il 9 giugno 1831 apriva i battenti nel centro di Padova, con uno sfarzo incredibile per quei tempi, il Caffè voluto da Antonio Pedrocchi. Un genio anticipatore, un principe illuminato, un imprenditore che fece con la cultura e il no profit segnò uno stile e un’epoca; entrò prepotentemente non solo nella cronaca della città del Santo, ma nella Storia dell’unità d’Italia. Qui nacquero grandi idee rivoluzionarie, qui si diede vita a movimenti artistici, qui si combinarono matrimoni d’affari tra grandi banchieri dell’Europa non ancora unita, qui si passava con il Gran Tour per creare relazioni. Qui, sui divani rossi posavano a dive mille beltà e mille poeti inventavano la vita tra gli specchi dorati e preziose tazzine di caffè. Chiunque fosse qualcuno non poteva non frequentare le Sale di quel portento architettonico che dominava , giorno e notte, senza soluzione di continuità, sulle terre e sulle acque che una volta erano dominio dal leone rampante di S.Marco. Qui altri leoni, leoni guardiani, leoni pensanti davano vita a circoli progressisti. Qui nasceva la democrazia, qui si viveva la libertà. A 177 anni di distanza dall’apertura del Caffè Letterario per antonomasia è giusto voler celebrare
il genio di Antonio Pedrocchi attraverso un palinsesto senza eguali e lo faremo nello stile che il fondatore preferiva: con le parole, con i gesti, con le immagini, i racconti, i volti.
Dal 7 al 9 di giugno le sale del Pedrocchi come in un Teatro del Gusto come in un palcoscenico plurisensoriale andranno in scena innumerevoli eventi, per girare il mondo in nove caffè, ascoltare JazzCaffè, guardare film dove il caffè è il mattatore e perdersi in menù dai cento aromi, veri labirinti per gran gourmet.
A celebrare il Genio di Antonio non poteva mancare il professore Lionello Puppi, storico dell’arte e grande ammiratore di Antonio Pedrocchi, che alle 18 di Sabato darà il via ad una maratona di eventi che si concluderà alla mezzanotte di Lunedì 9.
Tra gli appuntamenti da non perdere la mostra delle Caffettiere Vulcaniche di Riccardo Dalisi e dei suoi schizzi dove la mente cognuga la passione.
Alle 21 di sabato in Piazzetta Pedrocchi Il direttore Jazz, Benny Lamonica accompagnato dalla Royal Big Band metterà in scena una playlist Jazz da non perdere verrà abbinato alla presentazione di un speciale Caffè Mojito proposto da illy.
L’associazione Panecinema propone una notte di immagini cinematografiche e teatrali ispirati al caffè (Notorius, La Bottega del Caffè, Coffee and Cigarettes, Questi fantasmi) accompagnati da pane biologico e da nove impedibili Caffè della Notte serviti durante le proiezioni.
Perché dopo quasi un secolo si sono volute riaprire le porte che una Guerra aveva chiuso per far rivivere il Caffè come lo aveva sognato, pensato e voluto Antonio Pedrocchi.
Finanche il Plateatico sarà allestito con un giardino ispirato ai desideri di Antonio, un profumo d’oriente che accompagnerà l’evento fino a domenica mattina dove saranno serviti i 9 caffè del giorno. Alle 11 va in scena l’invenzione etica più originale al mondo il Caffè a Credito: ognuno potrà regalare un caffè alle persone più bisognose lasciando appunto un o più caffè pagati. Il ricavato naturalmente andrà in beneficenza.
Per il pranzo il menù non potrà che presentare i migliori piatti a base di caffè. Alle 18 la casa editrice Filo presenta 3000 Parole al Caffè, giovani poeti si esibiscono in rima, a seguire una performance di Barbara Ronchi della Rocca, la reginetta del bon ton, dopo Easy Spritz, va in onda caffè lungo, film in sequenza. Allo scoccare della mezzanotte si brinderà con bollicine e Zabaione. A seguire sarà proposto un viaggio del mondo in 9 caffè dal Caffè Brasiliano a quello Turco. Lunedì tra gli appuntamenti da non perdere Spigolature al Caffè, Un giro botanico tra le piante di Caffè e per finire tutti sul plateatico per sport e caffè un happening con il mitico Borghetti con gli azzurri impegnati contro l’Olanda.
Buon Caffè a tutti e chi spegnerà le 177 candeline? Chi verrà, capirà!
Caffè Moijto nato a Cuba era uno dei cocktail preferiti dallo scrittore Ernest Hemingway. Vodka o acqua, menta, zucchero di canna: il mojito è disponibile in due versioni, entrambe a base di caffè espresso, la prima analcolica e la seconda leggermente alcolica, con l’aggiunta di una minima quantità di vodka bianca.
Lionello Puppi, storico dell’arte, si è occupato di problematiche storiche delle arti figurative, dell’architettura, della città, del giardino e del paesaggio in Italia e in Europa dal XIV al XX secolo, affrontando anche questioni metodologiche della disciplina storico-artistica, iconografiche e iconologiche, e dilatando il proprio campo di interessi all’architettura, all’urbanistica e alle arti figurative in America Latina tra XVIII e XX secolo.
La sua bibliografia assomma a oltre ottocento titoli tra volumi e saggi pubblicati nelle maggiori riviste scientifiche internazionali. Fra i suoi lavori, parecchi volumi dedicati a Palladio, Sanmicheli, Canaletto, Codussi, El Greco, Niemeyer, a tematiche iconologiche e di edizioni critiche coinvolgenti la storia delle tecniche artistiche, del collezionismo, della museologia e della storiografia. Ha pubblicato l’opera più autorevole sul Caffè Pedrocchi di Padova.
È stato docente di Storia dell’architettura e dell’urbanistica all’Università degli Studi di Padova e di Storia dell’arte moderna e Metodologia di storia dell’arte all’Università degli Studi di Venezia.
Per la Fondazione Benetton Studi Ricerche presiede la giuria del Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino ed è membro del comitato consultivo e del comitato scientifico dei Corsi sul governo del paesaggio.
Riccardo Dalisi Nato a Potenza nel 1931, vive a Napoli da sempre, dove insegna presso la Facoltà di Architettura dell'Ateneo Federiciano. Artista e designer di rilievo internazionale.
I suoi lavori sono presenti in numerose collezioni private e nei più prestigiosi Musei europei e d'oltreoceano (Musèe des Art Decoratifs, Parigi; Museo di arti decorative, Groningen - Olanda; Denver Art Museum, Denver-Colorado; Museo d'Arte, Montreal - Canada; Museo della Triennale di Milano).Ha lavorato con Capobianco e con Pica Ciamarra per la Borsa Merci di Napoli contribuendo al progetto secondo i principi della geometria generativa riferiti all'architettura.
Nel 1973 è tra i fondatori con Mendini, Branzi, Sottsass ed altri della Global Tools, una contro-scuola di architettura e design.
Negli stessi anni si dedica allo studio su Gaudì: Dalisi è particolarmente attratto dalla personalità del maestro catalano, tanto da sentirsi in parte un suo continuatore.
Nel 1979, incaricato dalla ditta Alessi di produrre una versione della classica napoletana, inizia il suo lavoro di ricerca sulla caffettiera napoletana. Dai prototipi inventati nel quotidiano rapporto coi lattonai ed i ramaioli di Rua Catalana, Dalisi ha sempre sperimentato nuovi usi e funzioni per quello strumento che è ormai diventato il fulcro di un'opera buffa del design, premiata con il Compasso d'Oro 1981. Come designer ha una grande esperienza e dottrina, creando forme che sono state commercializzate da note aziende quali: Zabro, Zanotta, Alessi, Oluce, Playline, Morphos, Fiat, Munari, Kleis, Baleri, Rex, Slamp, Eschenbach, W.M.F., Rosenthal, Ritzenhoff, Il Cocchio, Glass, Bisazza, ed altre.
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