“Budapest 1956. Una battaglia per la libertà”.
Una mostra al Caffè Pedrocchi racconta la rivoluzione ungherese del 1956 sulla base delle drammatiche immagini di Erich Lessing dal 14 al 28 gennaio 2008.
Il gruppo universitario Approfondimenti, coordinato da Samir Suweis in collaborazione con DIESSE – didattica e innovazione scolastica di Padova - e con l’istituto Romano Bruni, presenta la mostra “Budapest 1956. Una battaglia per la libertà”.
Che cosa spinge un popolo a scendere in piazza, nell’Europa martoriata da poco uscita da una guerra terribile? Le difficoltà della vita, la fame, la povertà, la mancanza di lavoro, la fatica di ricostruire un tessuto sociale e civile erano comuni a tutti i paesi d’Europa. E la prima parte di questa mostra fa capire che la situazione in Ungheria non era apparentemente peggiore di altre. Allora, di che si tratta?
Nel cuore dell’uomo c’è qualcosa di più importante dell’aspirazione a un maggiore benessere. È l’anelito alla libertà, il bisogno di dare il nome alle cose, di distinguere il vero dalla menzogna, l’esigenza di mettere in gioco se stessi in un giudizio sulla realtà, il desiderio di partecipare al bene comune, di costruire insieme una società più giusta e umana.
La rivoluzione di Budapest è una delle grandi testimonianze rese alla libertà nel secolo scorso. Una rivoluzione per sottrarsi alla cappa di un controllo soffocante di ogni espressione di pensiero, realizzata attraverso una burocrazia opprimente. Ricordarla oggi non significa solo riproporre il racconto di un particolare evento storico, ma il grido che è in ogni uomo, in ogni tempo. E il valore di questo richiamo resta quanto mai valido soprattutto in un Occidente sempre più intorpidito e disposto ad “accontentarsi” di un benessere materiale che pure mostra sempre più evidente la debolezza delle sue fondamenta.
Nella mostra esposta al Pedrocchi tutto sarà raccontato grazie ai capolavori del fotografo Erich Lessing. Nato a Vienna nel 1923, fotografa la Seconda Guerra Mondiale al seguito dell’esercito inglese. Ha lavorato principalmente per Life, Paris Match, Picture Post, Epoca e Quick Magazine, documentando gli avvenimenti politici nell’Europa del dopoguerra e soprattutto gli eventi dei paesi comunisti che stavano nascendo in quel periodo. Ha ricevuto l’American Art Editor’s Award per il suo lavoro sulla Rivoluzione Ungherese del 1956 e il Prix Nadar per il suo libro sull’Odissea nel 1966.
La mostra è aperta tutti i giorni negli orari di apertura del Caffè con ingresso libero.
Per informazioni e visite guidate: tel. 347-3754526.
Lunedì 21 gennaio 2008, alle ore 17.00, presso la Sala Ottagona del Caffè Pedrocchi si terrà un incontro di presentazione della mostra con la partecipazione del prof. Antonio Lionello.